Le seguenti informazioni sono a cura del
Servizio di Epidemiologia Ambientale del Dipartimento Provinciale ARPAM
di Ancona, consultabili direttamente sul sito proprietario cliccando qui
e successivamente cliccando su "Inquinamenti e salute" e poi
"Ozono".
Sulle pagine del sito dell'ARPAM è anche possibile consultare,
cliccando qui,
i dati della concentrazione massima oraria di ozono in atmosfera negli
ultimi 15 giorni monitorati dalla rete di rilevamento della qualità
dell'aria della provincia di Ancona
Con l'approssimarsi della buona stagione torna d'attualità il problema
dell'inquinamento atmosferico da ozono.
L'OZONO
L'ozono presente negli alti strati dell'atmosfera (stratosfera) è
utile per proteggere la superficie terrestre da una eccessiva
irradiazione UV solare; la progressione del suo impoverimento "buco
dell'ozono" può infatti provocare preoccupanti problemi per la
salute umana.
La presenza di livelli eccessivi di
ozono negli strati più bassi dell'atmosfera (troposfera) è invece
causa diretta di danni alla vegetazione, alle costruzioni ed alla
salute.
L'ozono
è un gas incolore ed inodore, fortemente instabile, composto da tre
atomi di ossigeno. L'ozono si forma in modo diverso a seconda
dell'ambiente in cui avviene. Nella stratosfera si compone a partire
dalla reazione dell'ossigeno con l'ossigeno nascente (O), prodotto dalla
scissione della molecola di ossigeno ad opera delle radiazioni
ultraviolette (O2 + UV -> O + O; O + O2 -> O3);
nella troposfera si forma a partire da composti organici volatili (COV)
e ossidi di azoto (NOx) in presenza di forte irradiazione
solare.
I precursori dell'ozono sono rilasciati
in atmosfera sia naturalmente (es. composti aromatici di origine
vegetale) che per la combustione civile ed industriale (NOx
da traffico, riscaldamento, produzione di energia) e per l'uso di
sostanze chimiche volatili (solventi, carburanti ecc.).
La formazione dell'ozono è quindi
dipendente dalla concentrazione dei precursori e dall'intensità
dell'irradiazione solare; è pertanto un'inquinante stagionale
caratteristico delle stagioni tardo-primaverile ed estiva e delle ore più
calde ed assolate della giornata.
L'OZONO
NELL'AMBIENTE
In genere l'ozono si rileva a distanza
dai luoghi di rilascio dei precursori sia perché questo reagisce
fortemente con i precursori stessi in una sorta di di equilibrio chimico
che per il fatto di subire importanti fenomeni di trasporto.
Le concentrazioni più alte si trovano spesso in aree a maggiore
altitudine e normalmente poco inquinate.
L'ozono è fortemente reattivo
(ossidante) e per questo è in grado di:
- provocare l'ossidazione dei metalli
e la depolimerizzazione e degradazione delle plastiche e delle
gomme;
- di interferire con la funzione
clorofilliana e con la crescita delle piante;
- di nuocere alla salute animale e
umana.
I valori normali di fondo di ozono
nell'aria si aggirano tra i 20 e gli 80 mg/m3;
negli ambienti chiusi la concentrazione è sempre più bassa per la
reazione dell'ozono con le sostanze organiche sempre presenti negli
ambienti interni.
GLI
EFFETTI SULLA SALUTE
L'aumento della concentrazione di ozono
costituisce
un problema di sanità pubblica in particolare per i gruppi di
popolazione maggiormente sensibili quali i bambini, gli anziani, le
donne in gravidanza, i soggetti affetti da patologie respiratorie e
cardiovascolari; questi ultimi possono manifestare sintomi e/o
aggravamento della patologia per livelli di ozono anche abbastanza
contenuti.
Lo svolgimento di attività fisica
intensa all'aperto comporta una maggiore esposizione all'ozono con
conseguenti rischi sanitari anche per le persone sane.
I disturbi principali sono riferiti
all'irritazione ed all'infiammazione degli occhi e delle prime vie
respiratorie con lacrimazione, tosse, fatica a respirare e affanno.
L'ozono, specie in associazione con
altri inquinanti, può essere responsabile della diminuita resistenza
alle infezioni batteriche polmonari e dell'aggravamento di bronchiti
croniche, di forme asmatiche e di ischemie cardiache.
In genere questi effetti sono
dipendenti da esposizione di breve durata e cessano abbastanza
rapidamente con il cessare dell'esposizione.
L'esposizione prolungata per mesi ed
anni a livelli elevati di ozono può provocare effetti irreversibili
sulla salute in particolare sulla struttura del sistema respiratorio e
cardiovascolare.
Per esempio, ripetute esposizioni
all'ozono dei polmoni in fase di sviluppo dei bambini possono portare ad
una riduzione permanente della funzione polmonare.
PER
APPROFONDIMENTI SUGLI EFFETTI DELL'OZONO SULLA SALUTE (file
formato PDF - 21 Kb)
QUANDO PREOCCUPARSI
Nel periodo primaverile-estivo il
sistema di controllo dell'inquinamento atmosferico delle Province e la
stampa locale danno informazioni sui valori giornalieri di ozono con la
possibilità di prevedere, anche sulla base dei dati meteorologici (alta
pressione, calma di vento, forte insolazione), il superamento dei limiti
previsti dalla normativa di riferimento.
Il DPCM 28 marzo 1983 ed i decreti del
Ministero dell'Ambiente del 15 aprile 1994 e del 16 maggio 1996 sono la
normativa attualmente in vigore sul controllo dell'ozono troposferico.
Ozono: Limiti previsti dalla
normativa vigente
|
Soglie acute
per l'uomo
Livello di attenzione: 180
µg/m3 (media oraria)
Livello di allarme:
360 µg/m3 (media
oraria)
Soglia per la salute
dell'uomo: 110 µg/m3
(media su 8 ore)
|
|
Soglie
croniche per l'uomo
Valore limite: 200
µg/m3 (media oraria da non superarsi più
di una volta al mese)
|
|
Soglie acute
per la vegetazione
Soglia per la protezione della vegetazione: 200
µg/m3 (media oraria); 65
µg/m3 (media su 24 ore)
|
La normativa prevede l'attivazione di
un sistema di sorveglianza dell'inquinamento da ozono.
Ozono: Limiti previsti dalla
direttiva 2002/3/CE
La direttiva 2002/3/CE del parlamento
Europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2002, le cui disposizioni
dovranno entrare in vigore in Italia entro il 9/9/03, indica le
"soglie di informazione e di allarme" per l'ozono, i
"valori bersaglio" e gli "obiettivi a lungo termine"
ed impone l'obbligo tempestivo dell'informazione alla popolazione.
Ozono: soglie di
informazione e di allarme
| |
Parametro
| Soglia |
|
Soglia
di informazione
|
Media di 1 ora
|
180
µg/m3
|
|
Soglia
di allarme
|
Media di 1 ora (a)
|
240
µg/m3
|
(a) Per l'attuazione dell'art. 7 della
direttiva il superamento della soglia va misurato o previsto per tre ore
consecutive.
Ozono: valori bersaglio
| |
Parametro
| Valore
bersaglio per il 2010 (a)
(1) |
|
Valore bersaglio
per la protezione della salute umana
|
Media massima
giornaliera su 8 ore (b)
|
120
µg/m3 da
non superare per più di 25 giorni per anno civile come media su
3 anni (d)
|
|
Valore bersaglio
per la protezione della vegetazione
|
AOT40 (C),
calcolato sulla base dei valori di 1 ora da maggio a luglio
|
18000
µg/m3·h come
media su 5 anni (d)
|
(a) Data a partire dalla
quale si verifica la rispondenza ai valori bersaglio. Ciò significa che
i valori del 2010 saranno utilizzati per verificare la concordanza con
gli obiettivi nei successivi 3 o 5 anni.
(b) La massima concentrazione media giornaliera su 8 ore sarà
determinata esaminando le medie consecutive su 8 ore, calcolate in base
a dati orari e aggiornate ogni ora. Ogni media su 8 ore così calcolata
sarà assegnata al giorno nel quale finisce; in pratica, la prima fascia
di calcolo per ogni singolo giorno sarà quella compresa tra le ore
17.00 del giorno precedente e le ore 01.00 del giorno stesso; l'ultima
fascia di calcolo per ogni giorno sarà quella compresa tra le ore 16.00
e le ore 24.00 del giorno stesso.
(c) Per AOT40 (espresso in µg/m3 ora) s'intende la somma
della differenza tra le concentrazioni orarie superiori a 80 µg/m³ (=
40 parti per miliardo) e 80 µg/m3 in un dato periodo di tempo,
utilizzando solo i valori orari rilevati ogni giorno tra le 8:00 e le
20:00, ora dell'Europa centrale (1).
(d) Se non è possibile calcolare la media di 3 o 5 anni poiché non si
ha un insieme completo di dati relativi a più anni consecutivi, i dati
annuali minimi necessari per la verifica della rispondenza con i valori
bersaglio sono i seguenti:
- per il valore bersaglio per la protezione della salute umana: dati
validi relativi ad 1 anno,
- per il valore bersaglio per la protezione della vegetazione: dati
relativi a 3 anni.
(1) o ora corrispondente per le regioni ultraperiferiche.
Ozono: obiettivi a lungo
termine
| |
Parametro
|
Obiettivo a
lungo termine (a)
|
|
Obiettivo a lungo
termine per la protezione della salute umana
|
Media massima
giornaliera su 8 ore nell'arco di un anno civile
|
120
µg/m3 |
|
Obiettivo a lungo
termine per la protezione della vegetazione
|
AOT40, calcolato
sulla base dei valori di 1 ora da maggio a luglio
|
6000
µg/m3·h |
(a) I
progressi realizzati dalla Comunità nel conseguimento dell'obiettivo a
lungo termine, prendendo come riferimento l'anno 2020, sono riesaminati
nell'ambito del processo di cui all'articolo 11.
CATEGORIE
DI POPOLAZIONE MAGGIORMENTE SENSIBILI
Alcuni gruppi di popolazione sono più
sensibili di altri agli effetti di elevate concentrazioni di ozono
nell'aria:
i bambini per l'elevata quantità di aria respirata in rapporto
alle dimensioni corporee e per l'attività fisica all'aperto;
gli anziani (in condizioni di salute non ottimali) ed i malati (asmatici,
bronchitici cronici, cardiopatici) per le particolari
condizioni respiratorie e cardiovascolari.
A maggiore rischio sono anche tutte quelle categorie che svolgono per
fini lavorativi, sportivi o ludici intensa attività fisica all'aperto.
I fumatori, se con funzionalità respiratorie e cardiovascolari integre,
sono meno sensibili agli effetti dell'ozono atmosferico.
COME
RIDURRE IL RISCHIO OZONO
Al fine di suggerire raccomandazioni
differenziate sulla base del grado di sensibilità della popolazione
possono essere evidenziati quattro livelli di rischio a cui si possono
associare le seguenti raccomandazioni.
Raccomandazioni per livello di rischio
| LIVELLO
DI RISCHIO |
CATEGORIE
SENSIBILI
(bambini,
anziani, asmatici, bronchitici cronici, cardiopatici) |
CATEGORIE
MEDIAMENTE SENSIBILI
(adolescenti) |
TUTTA
LA POPOLAZIONE |
| LIVELLO 0
media oraria < 180 µg/m3
(media 8 ore < 110 µg/m3)
|
|
|
Nessuna
raccomandazione |
| LIVELLO
1
media oraria tra 180
e 240 µg/m3
(media 8 ore tra 110 e
140 µg/m3)
|
Evitare
di svolgere attività fisica anche moderata all'aperto, come ad
esempio camminare velocemente* . |
|
Integrare
la dieta con cibi contenenti sostanze antiossidanti (vedi
tabella). |
| LIVELLO 2
media oraria tra 240
e 360 µg/m3
(media 8 ore tra 140 e 220
µg/m3)
|
Evitare di
svolgere qualsiasi attività fisica all'aperto*. |
Evitare di
svolgere all'aperto attività fisica intensa, come ad esempio
correre*. |
Evitare di
fare sforzi fisici all'aperto che comportano una attività fisica
molto intensa, come ad esempio correre velocemente*.
Integrare la dieta con cibi
contenenti sostanze antiossidanti (vedi tabella).
|
| LIVELLO
3
media oraria > 360
µg/m3
(media 8 ore > 220 µg/m3)
|
Evitare
di uscire di casa e di svolgere qualsiasi attività fisica
all'aperto*. |
Evitare
di svolgere all'aperto attività fisica anche moderata, come ad
esempio camminare velocemente*. |
Evitare
di fare sforzi fisici all'aperto che comportano una intensa attività
fisica, come ad esempio correre*.
Integrare la dieta con cibi
contenenti sostanze antiossidanti (vedi tabella).
|
* In
particolare durante le ore più calde e di massima insolazione della
giornata
Alimenti contenenti sostanze
antiossidanti
| PRINCIPIO
CON AZIONE ANTIOSSIDANTE |
ALIMENTO |
| Vitamina C |
Pomodori, peperoni
rossi e verdi, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglia verde,
agrumi, fragole, meloni. |
| Vitamina
E |
Fegato,
uova, asparagi, avocado, noci, mandorle, germe di grano, farina
di grano intero, olio di oliva, olio di arachidi, olio di germe
di grano, olio di fegato di merluzzo. |
| Selenio |
Pollo, rognone,
fegato, tonno, molluschi, pomodori, broccoli, cavoli, cipolle,
funghi, cereali integrali, noci del Brasile, lievito di birra,
germe di grano. |
|